Centro Fisioterapico La Maggiolina

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Terapie fisiche e strumentali

Sono terapie che si avvalgono di strumentazioni elettriche, di ultrasuoni o di radiofrequenze. Utilizzate da sole o in associazione con terapie manuali, hanno come obiettivo primario quello di ridurre la sintomatologia dolorosa.

Elettroterapia a scopo antalgico:

Col termine "elettroterapia" si è soliti indicare l’utilizzazione a scopo terapeutico dell’energia elettrica in tutte le sue forme. In particolare: la corrente continua e le correnti variabili. La prima è la cosiddetta corrente galvanica che può sfruttare anche le proprietà di determinati farmaci che vengono veicolati, attraverso la corrente stessa, nella zona da trattare (jonoforesi). Nella seconda rientrano sia le correnti eccitomotorie, quelle con effetto antalgico (correnti diadinamiche e TENS) e quelle con effetto termico.Indicazioni: affezioni muscolari, dolorose e nervose, intendendo per quest'ultime le nevriti, le radicoliti (sciatalgia, cruralgia etc.). Controindicazioni: pazienti portatori di pace-maker, gravidanza, stimolazione peri-cardiaca e qualsiasi reazione allergica accertata alla corrente. ELETTROSTIMOLATORE A MICROCORRENTE CON ELETTROTERAPIA AURICOLARE L’Alpha Stim è uno stimolatore analgesico di precisione usato per il trattamento di algie acute e croniche a carico dell’apparato muscolo-scheletrico. Consiste in un metodo non invasivo che non richiede l’uso di farmaci. L’Alpha Stim permette l’applicazione di due metodiche terapeutiche legate a diversi tipi di corrente:

Tecarterapia

L'efficacia della tecarterapia si basa sulla possibilità di trasferire energia biocompatibile ai tessuti lesi, inducendo dall'interno le cosiddette correnti di spostamento. Questo avviene attraverso il movimento alternato (485.000 volte al secondo) delle cariche elettriche che, sottoforma di ioni, sono il costituente essenziale di ogni substrato biologico. www.humantecar.eu

Elettroterapia a microcorrente (MET)

termine usato per descrivere un basso livello di corrente utilizzato per alleviare il dolore. Vengono usati a tal scopo elettrodi autoadesivi o specifiche sonde per un trattamento più localizzato.

Auricoloelettroterapia mediante l’applicazione di elettrodi auricolari a clips

sfrutta in sinergia con la MET l’azione antalgica a livello delle terminazioni nervose poste sul lobo.

Jonoforesi

si tratta di una tecnica elettroterapica che sfrutta la corrente continua per introdurre medicamenti nella zona di dolore o di contrattura. Il farmaco utilizzato può avere polarità negativa o positiva ed in base a questo viene posto sul catodo o sull’anodo dell’elettromedicale (l’elettrodo non viene posto a diretto contatto con la cute ma con l’interposizione di una spugnetta). Mediante la corrente erogata il medicamento viene veicolato da un polo all’altro attraversando così la sede interessata dalla patologia e rilasciando lo specifico principio attivo che vi agirà con sue caratteristiche fisico-chimiche.

Farmaci con polarità negativa: diclofenac sodico, piroxicam, acetilsalicilato di lisina, ketoprofene, indometacina, acido etilendiaminico-tetracetico (EDTA)
Farmaci con polarità positiva: cloruro di calcio, novocaina, nitrato d’argento, adrenalina.

Indicazioni: variano in rapporto al tipo di farmaco impiegato; patologie di tipo infiammatorio, osteoartrosi,  osteoporosi, mialgie, tendinopatie ecc.

Controindicazioni: presenza di pace-maker, mezzi di sintesi metallici, lesioni cutanee, epilessia, ipoestesia cutanea.

Elettroterapia a scopo di stimolazione

Vengono così chiamate tutte quelle correnti capaci di provocare la contrazione di un muscolo o di alcune fibre muscolari: corrente continua interrotta, corrente faradica, correnti pulsanti ad impulsi regolabili. La prima non viene quasi mai usata in fisioterapia a causa del netto effetto sensitivo che ne limita la tollerabilità, mentre le altre tre hanno un buon successo nella stimolazione dei muscoli normalmente innervati. Per rappresentare uno stimolo efficace la corrente deve essere sufficientemente intensa, la variazione di intensità deve essere rapida, ed infine deve agire per un certo tempo secondo dei rapporti ben definiti. Per la stimolazione si usa di solito un elettrodo collegato al polo positivo (elettrodo indifferente) ed un elettrodo più piccolo collegato al polo negativo (elettrodo attivo) che viene posto sul punto motore del muscolo da trattare. La durata dell’impulso viene scelta in base alla tolleranza del paziente, ma affinché si ottenga una valida stimolazione c’ è bisogno di una contrazione ben visibile.

Indicazioni: ipotrofia da non uso, potenziamento muscolare in fase atletica

Controindicazioni: portatori di pace-maker, intolleranza alla corrente utilizzata

Ultrasuonoterapia

(ultrasuoni a secco e ad immersione)
Gli ultrasuoni consistono in vibrazioni sonore a frequenza cosi’ elevata da non essere percepibili all’orecchio umano. Gli apparecchi di ultrasuonoterapia sono costituiti da un generatore di corrente ad alta frequenza, un cavo schermato e una testina emittente che di solito viene posta sulla zona da trattare in maniera fissa o mobile (in questo ultimo caso tra la cute e la testina stessa deve essere interposta una sostanza grassa o un gel ). Gli ultrasuoni possono essere usati anche in acqua : la testina viene immersa nel mezzo idrico a circa 2 cm di distanza e parallelamente alla porzione da trattare. Indicazioni: sciatalgie e nevriti in genere, periartriti scapolo-omerali (anche in presenza di calcificazioni ), epicondiliti, morbo di Dupuytren. Controindicazioni: presenza di neoplasie, in vicinanza dell’area cardiaca o di organi sessuali , osteoporosi, flebiti in fase acuta.

Laserterapia

La parola laser deriva da un termine inglese “light amplification by stimulated emission of radiation “. Si tratta di una sorgente di luce che si propaga con onde elettromagnetiche ed ha caratteristiche del tutto particolari: monocromaticità, coerenza, direzionalità, brillanza. La sostanza attiva può essere solida, liquida o gassosa.

Esistono numerosi tipi di laser:

  • - laser a gas: Argon, Azoto, Krypton, HeNe, CO2
  • - laser a liquidi
  • - laser chimici
  • - laser a semiconduttori: diodici GaAs, IR

La sorgente laser può emettere in modo continuo o ad impulsi: nel primo caso emette costantemente la stessa potenza, nel secondo genera impulsi molto brevi ma di potenza più elevata (laser a semiconduttori).

Il laser a CO2 - IR è capace di produrre una notevole potenza di uscita, a causa dell’alta efficienza pari a circa il 30%, se comparata a meno allo 0,1% della maggior parte dei laser ad elio-neon. L’utilizzo dei nuovi diodi all’infrarosso, dotati di elevata potenza di emissione, consentono di trasmettere in profondità una densità di energia particolarmente elevata in tempi contenuti. Gli effetti del laser sono molteplici: effetto antinfiammatorio, antalgico, rigenerativo del tessuto connettivo, biostimolante sul microcircolo e sui vasi sanguigni.

Nell’effettuare una seduta di laserterapia bisogna attenersi a norme obbligatorie: indossare degli occhiali di protezione da parte del paziente e del terapista, la zona da trattare deve essere detersa con alcool, il raggio laser deve essere perpendicolare alla sede da trattare, assenza di superfici riflettenti nei locali ove viene impiegato.

Indicazioni: tendiniti, contratture muscolari, ulcere e piaghe, artrosi, postumi traumatici

Controindicazioni: gravidanza, epilessia, neoplasie

LASER ND-YAG

Il laser Nd:YAG è un laser a stato solido che sfrutta come mezzo laser attivo un cristallo di ittrio e alluminio (YAG) al neodimio (Nd:Y3Al5O12). La Laserterapia ND:YAG sfrutta le particolari caratteristiche fisiche della luce Laser con lunghezza d'onda di 1064 nm. per trasferire energia ai tessuti sofferenti e ripristinare, attraverso l'effetto fotochimico, l'equilibrio energetico compromesso.

L’effetto fotochimico e l’effetto fototermico promuovono il recupero energetico dell’omeostasi tessutale e, tale recupero si estrinseca in una cascata di effetti terapeutici antalgici e antinfiammatori.

Inoltre, il laser ND YAG garantisce:

  • - Tempi brevi di trattamento
  • - Un numero ridotto di sedute
  • - Un pronto recupero del paziente
  • - Il rapido ripristino della funzionalità
  • - Il trasferimento, in piena sicurezza ,dell’alta energia necessaria per il risultato terapeutico
  • - Un trattamento indolore, non invasivo, privo di effetti collaterali.

Indicazioni: contusioni, ematomi, strappi muscolari, lombalgie, sciatalgie, lesioni superficiali provocate da trauma, disturbi della circolazione, artrite reumatoide, epicondiliti, borsiti, capsuliti, tendiniti.

Magnetoterapia

L’applicazione dei campi magnetici hanno sul nostro organismo effetti biologici importanti; svolgono un'azione antiflogistica, antiedemigena e stimolano la riparazione tissutale. Ecco perché la magnetoterapia viene sfruttata con notevole successo nel combattere tutte quelle patologie dove l’uso della termoterapia endogena non è possibile (portatori di mezzi di sintesi o protesi metalliche di vecchia concezione).

Indicazioni: fratture recenti e ritardi di consolidazione, pseudoartrosi, osteoporosi e morbo di Sudeck, artropatie di natura infiammatoria e degenerativa.

Controindicazioni: portatori di pace-maker, gravidanza.

Onde d'Urto Focali

L'applicazione delle onde d'urto extracorporee focali (ESWT) in campo ortopedico-riabilitativo, sviluppatasi nell'ultimo decennio, costituisce una metodica nuova, rivoluzionaria e non invasiva nel trattamento delle patologie osteotendinee (tendiniti, periartriti calcifiche, pseudoartrosi), in particolare nei casi in cui le terapie conservative ( farmacologica, terapia fisica classica ) non hanno ottenuto successo. Dal punto di vista fisico le onde d'urto vengono definite come onde acustiche pulsanti di grande ampiezza la cui elevata energia può essere convogliata in un punto focale grazie anche a sistemi puntatori (ecografici o radiografici). Il puntamento può anche basarsi sull'individuazione della zona in cui il paziente riferisce il massimo dolore.

Indicazioni: tendinopatie calcaree, spina calcaneare, pseudoartrosi e ritardi di consolidazione, osteonecrosi asettiche (aree di necrosi ossea), tendinopatie degenerative e/o calcifiche della spalla, epicondilite ed epitrocleite (rispettivamente gomito del “tennista” e del “golfista”), fascite plantare, tendinite inserzionale achillea, tendinite rotulea, tendinite della zampa d’oca, pubalgia,  osteocondrosi e  borsiti.

Controindicazioni: alterazioni  congenite o acquisite (di solito indotte da farmaci) della coagulazione, gravidanza presunta o in corso , pace-maker (per alcuni tipi di apparecchi), ed altre a carattere locale: infiammazioni acute cutanee nella zona da trattare,  neoplasie o infezioni nella sede da trattare, cartilagini di accrescimento.